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I docenti raccontano - I vitigni del centro Italia

I vigneti Italiani interessano ben 641.743 ettari di territorio (dati 2014) di cui 146.568 ettari nelle regioni del centro Italia

12/03/2021
Marco Ciancio
Marco Ciancio
Italia, paese di poeti, Santi, navigatori e….vigneti.
L’Italia è, di gran lunga, il Paese con la maggiore diversità vinicola. Non lo dice solo il numero superiore ad ogni altro Paesi di vini Doc e Igt (oltre 520 in totale), ma anche il fatto che il 75% della sua superficie vitata (690.000 ettari in totale, di cui 660.000 per l’uva da vino) è composto dagli 80 vitigni più coltivati.
Nel 2015 il nostro paese è tornato in testa nel ranking mondiale per la produzione di vino, con una produzione di poco al di sotto dei 50 milioni di ettolitri del prezioso e tanto amato “nettare degli dei”.
In particolare, dai dati Oiv, emerge che in Italia il vitigno più coltivato è il Sangiovese, che rappresenta l’8% del vigneto totale, seguito da Montepulciano, Glera e Pinot Grigio (4% a testa) e dal Merlot (3%), mentre gli altri vitigni pesano per il 77%.
 
L’importante produzione nasce di certo da una storicità fatta di metodi, tradizioni, fattori geo-ambientali e morfologici e senza dubbio di numerose varietà di vitigni che rendono innumerevoli le tipologie di vini prodotte. Molti sono i vitigni autoctoni nel nostro paese e molti di essi ci rappresentano nello scenario vitivinicolo mondiale.
 
Dobbiamo considerare però che esistono vitigni autoctoni veri e propri che solitamente si trovano in aree geografiche limitate e sono quelle uve che hanno un forte legame storico con il territorio dove vengono coltivate, il quale è molto limitato (una o due province al massimo). Ogni vitigno autoctono presenta una sua caratteristica e una distintiva forma e colore del grappolo, del chicco e delle foglie e conferisce al vino, da esso ottenuto, alcune caratteristiche organolettiche ben precise e tipiche. Poi ci sono i vitigni che trovano spazio anche in molte zone geografiche. Sono uve originarie di una data regione che poi successivamente si sono diffuse in un'area molto più vasta del nostro Paese, fino talvolta a coinvolgere quasi tutta la Penisola fino a comprendere quasi tutto il territorio nazionale.
 
Nello specifico il Sangiovese è un vitigno che oggi possiamo annoverare tra i vitigni nazionali, visto la sua vasta diffusione e buona adattabilità.
 
I vigneti Italiani interessano ben 641.743 ettari di territorio (dati 2014) di cui 146.568 ettari nelle regioni del centro Italia. Seppure in maniera controllata, la superficie coperta dai vigneti è in continuo decremento con una perdita complessiva negli ultimi 15 anni (1999-2014) di quasi 151.000 ettari pari a circa il 19%.
 
La Toscana guida la classifica con 57.942 ettari seguita dall’Abruzzo con 32.853 ettari e dal Lazio con 19.527 ettari.
 
Di seguito il quadro generale degli ettari dedicati a vigneti nelle regioni del nord e centro Italia:
 
Toscana: 57.942 ettari
Abruzzo: 32.853 ettari
Lazio: 19.527 ettari
Marche: 17.505 ettari
Umbria: 12.958 ettari
Molise: 5.773 ettari 
Tra i vitigni più rappresentativi di ogni regione del centro Italia possiamo menzionare:
Toscana: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Vermentino, Trebbiano toscano, Canaiolo, Vernaccia di San Gimignano
Marche: Verdicchio, Passerina, Vernaccia di Serrapetrona, Lacrima di Morro d’Alba, Sangiovese, Montepulciano d’Abruzzo
Umbria: Sagrantino di Montefalco, Ciliegiolo, Grechetto, Trebbiano Spoletino, Malvasia,
Lazio: Cesanese, Bellone, Malvasia del Lazio, Moscato di Terracina
Abruzzo: Pecorino, Trebbiano d’Abruzzo, Montepulciano d’Abruzzo, Vermentino
Molise: Tintilia, Falanghina
 
Tra i produttori storici di queste regioni abbiamo: Biondi Santi, Antinori, Frescobaldi, Tenuta San Guido, Ornellaia (Toscana); Villa Bucci, Fazi Battaglia (Marche); Arnaldo Caprai, Mottura (Umbria); Valentini, Masciarelli Marina Cvetic (Abruzzo); Casale del Giglio, Omina Romana (Lazio).

Marco Ciancio
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