La nostra pagina Facebook
Notizie
Tutte le ultime notizie dalla delegazione regionale Sicilia di Fondazione Italiana Sommelier

Pillole di servizio - Il tastevin

La vita professionale dei sommelier è composta da grande competenza, infinita passione. Ma anche di racconti, tradizioni e di strumenti come il Tastevin.

06/05/2021
Alessandra Moscuzza
Alessandra Moscuzza
Il Tastevin, detto anche Tasse de dègustatìon o Tate-vin è una piccola ciotola in argento o in metallo argentato che veniva usato per la degustazione del vino, ma che oggi viene portato al collo attraverso una catenella, e rappresenta un oggetto simbolo di riconoscimento del sommelier.
Il verbo deriva dal verbo tàter o tester, cioè assaggiare, testare, provare esaminare.
Il Tastevin è stato studiato per essere maneggevole, funzionale e facile da trasportare, garantisce un corretto esame del colore e l’ossigenazione del vino, ma non si ottiene di apprezzarne la qualità olfattiva. Inoltre non può essere utilizzato per gli spumanti, poiché non consente di valutarne il perlage.
Per queste ragioni, l’erede del tastevin è il bicchiere da degustazione a norma ISO, che permette un’analisi più accurata di ogni tipologia di vino.

Origini e storia.
Il tastevin, vanta origini antichissime, i primi ritrovamenti, che ne attestano l’uso, risalgono sin da oltre 3000 anni fa.
Troviamo infatti, nella Casa dei Vettii, Domus di epoca romana ritrovata a seguito degli scavi archeologici dell’antica Pompei, un antico ritrovamento, un affresco, in cui degli amorini o putti che dalle anfore versano del vino in piccole coppe molto simili al tastevin moderno.
Durante il Rinascimento invece, i coppieri lo facero realizzare di legno o metallo, al fine di evitare la rottura durante il trasporto a cavallo. Ma successivamente grazie alle conoscenze scientifiche, fu scoperto che il tastevin doveva essere prodotto in argento oppure in materiale argentato, perché questo metallo contribuiva a dissolvere l'anidride solforosa contenuta nei vini bianchi giovani. Il Tastevin che oggi conosciamo, nacque in Borgogna nel XVII secolo.
La forma e il nome, vennero definite in Francia presso le famiglie borghesi, infatti il Tastevin venne diffuso tra l’800 e il ‘900. Una confraternita di sommeliers e conoscitori di vino, che si riunisce nella Còte D’or, la regione vinicola della Borgogna è detta dei Chevaliers du Tastevin, istituita nel 1934, la quale promuove l’enogastronomia regionale preservandone le tradizioni.


Tipologie dei Tastevin.
Esistono due modelli di Tastevin: il Bordolese e il Borgognone.
Il modello Borgognone, oggi adottato come distintivo dalle varie Fondazioni, Associazioni e Federazioni di sommelier, ha la forma di una tazza dal diametro di circa otto cm, con profondità di due, e un manico come poggiadito. Al suo interno presenta una grossa bolla centrale denominata "bolla di livello", che delimita la quantità minima del vino e che non deve essere mai superata quando lo si versa. Intorno a questa bolla centrale si presentano quattordici piccole bolle in rilievo, che hanno la funzione, agitando il tastevin, di ossigenare più velocemente il vino contenuto. Il lato sinistro, rispetto al manico, ci mostra otto perle concave, e servono per l'esame visivo dei vini rossi, notoriamente meno trasparenti. Sul lato destro sono invece disposte diciassette nervature incavate, per far risaltare il colore e la limpidezza dei vini bianchi. Per la valutazione di un vino bianco, il tastevin va impugnato con la mano sinistra e quindi verseremo il vino con la destra.
Al contrario, per esaminare un rosso si versa il vino con la sinistra e si impugna con la mano destra.
Il tastevin non dovrebbe essere mai bagnato con l'acqua, ma asciugato dopo l’uso attraverso un panno privo di odori, al fine di evitare che si formino delle muffe.

Il Tastevin Bordolese nasce nella regione del Bordeaux, è privo di manico e di catena è liscio senza ornamenti, di forma concava con un’ogiva centrale sembra per forma e dimensioni il discendente della Patèra, l’antica coppa romana.
Se volessimo fare un salto nel passato per ammirare alcuni esemplari antichi di tastevin, potremmo visitare il museo del vino “Hospices De Beaune” in Borgogna. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Stampa la pagina